Silvano Tagliagambe

Silvano Tagliagambe nasce nel 1945 a Legnano e vive a Milano dove studia Filosofia alla Statale come allievo di Geymonat con cui si laurea con la lode attraverso una tesi sull’interpretazione della meccanica quantistica di Reinchebach. Prosegue i suoi studi specializzandosi in Fisica quantistica all’Università degli Studi Lomonosov  di Mosca sotto la direzione di Ja.P. Terleckij e poi presso l’Accademia delle Scienze, Istituti di Filosofia e di Fisica dal 1971 al 1974 dove si specializza in Filosofia della fisica. Sviluppa la sua attività scientifica e didattica attraverso un variegato percorso universitario che lo porta ad insegnare presso diversi atenei dal 1974 al 2008 e a collaborare con differenti centri di ricerca ed enti istituzionali come consulente scientifico. Il lavoro di ricerca di Tagliagambe si concentra inizialmente sul rapporto tra filosofia e fisica (soprattutto quantistica) nella cultura russa tra ’800 e ’900, in particolare sul concetto di realtà fisica e sui rapporti tra materialismo dialettico e sviluppi della fisica del ’900. Dagli anni ’90 si concentra sui temi del rapporto tra realtà osservata e sistema osservante, le interazioni reciproche e il ruolo del linguaggio, della comunicazione intersoggettiva, della mediazione linguistica e della semiotica nel pensiero scientifico. Elabora il ruolo e il significato di interfaccia, il rapporto tra intelligenza naturale e intelligenza artificiale, in particolare il ruolo progressivamente avuto dalle tecnologie di informazione e comunicazione. Esplora i contributi sul profondo significato del concetto di “margine”, sia esso su un essere vivente, un’interfaccia o il rapporto fra corpo e mente, nei sistemi sociali e nella comunicazione. Studia le forti interconnessioni tra artificiale e naturale, il profondo senso dell’interdisciplinarità, e il libro Il Sogno di Dostoevskij, attraverso una visitazione storica dal dibattito tra lo scrittore e lo scienziato Secënov, fino alle recenti scoperte della neurofisiologia, mette a fuoco il senso del rapporto tra le mente e il corpo e il significato e la funzione dell’inconscio. Ricostruisce e interpreta l’intenso scambio dialogico tra il premio Nobel della fisica Wolfgang Pauli e il fondatore della psicologia analitica Carl Gustav Jung, nel quale emerge il profondo rapporto tra filosofia, fisica e psicanalisi.L’analisi tra visibile e invisibile, il ruolo dell’arte e il senso epistemologico dello spazio intermedio e del confine vengono da lui sviluppati anche attraverso un’esegesi del pensiero di Florenskij.  Nel 2012 ha diretto il rifacimento del manuale di filosofia di Ludovico Geymonat e pubblicato da Garzanti Scuola con il titolo La realtà e il pensiero. La ricerca filosofica e scientifica in collaborazione con Edoardo Boncinelli.

A Gutenberg 11, anno 2013, si è presentato e discusso ” La libertà, le lettere, il potere” Rubbettino 2011.

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