Nuccio Ordine

 

 

 

 

 

Nuccio Ordine (Diamante 1958) è un filosofo e docente universitario di Letteratura Italiana. Nel 1982 si laurea con 110 e lode in Lettere Moderne, presso la facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università della Calabria. La sua tesi di laurea, seguita dal relatore Giulio Ferroni, si intitola Asinus ad litteras. La letteratura dell’asino nel Cinquecento. L’anno successivo, dopo aver superato un concorso nazionale, frequenta il dottorato di ricerca in «Scienze letterarie: retorica e tecniche dell’interpretazione» presso la stessa Università e viene seguito dallo stesso Ferroni e da Dante Della Terza. Specializzatosi in pubblicazioni sul Rinascimento e su Giordano Bruno, negli anni tiene lezioni in Università prestigiose quali Harvard, Yale, New York University, Ecole Normale Supérieure Paris, Sorbona, Warburg Institute ed Eichstätt University. A Giordano Bruno ha dedicato tre libri, tradotti in nove lingue, tra cui cinese, giapponese e russo: La soglia dell’ombra (2009), Contro il Vangelo armato (2009), La cabala dell’asino. Asinità e conoscenza in Giordano Bruno (2016). Tra le altre sue pubblicazioni ricordiamo: Teoria della novella e teoria del riso nel Cinquecento (Liguori, 2009) e L’utilità dell’inutile (Bompiani, 2013), Classici per la vita. Una piccola biblioteca ideale (La nave di Teseo 2016), Tre corone per un re. L’impresa di Enrico III e i suoi misteri (Bompiani 2015), L’ utilità dell’inutile. Manifesto(Bompiani 2013). È Membro d’Onore dell’Istituto di Filosofia dell’Accademia Russa delle Scienze (2010) e ha ricevuto in Brasile tre lauree honoris causa. È stato insignito in Francia delle Palme Accademiche (Commandeur, 2014) e della Légion d’honneur (2012). Il Presidente della Repubblica lo ha nominato Commendatore dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana (2010). In Francia dirige, con Yves Hersant, tre collane di classici (“Les Belles Lettres”) e in Italia la collana “Classici della letteratura europea”. È Presidente del Centro Internazionale di Studi Telesiani, Bruniani e Campanelliani. Collabora al «Corriere della Sera».

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