Nicolò Carnimeo

 

Nicolò Carnimeo è nato nel 1968 a Bari, in Puglia, terra a cui è profondamente legato. Da sempre viaggia e naviga per il Mediterraneo in cerca di storie che racconta sin dal 1992 su «La Gazzetta del Mezzogiorno», dove cura la rubrica L’Angolo del mare. I suoi articoli, i suoi reportage e le sue inchieste appaiono su quotidiani e riviste in ambito nazionale sia su carta che sul web, come «La Stampa» e «il Fatto Quotidiano». Per la tv collabora con la trasmissione Linea Blu (Rai 1). Siede nel comitato di redazione di «Limes», la rivista di geopolitica per la quale è stato inviato nei Balcani durante la guerra. Ha vissuto per un anno in Montenegro. Da qui è nato Montenegro. Viaggio senza tempo (Giorgio Mondadori, 1999), con prefazione di Emir Kusturica. In seguito a una delle sue ultime inchieste che lo ha portato dalla Malesia alla Nigeria, in un mare tormentato da profonde diseguaglianze, ha pubblicato Nei mari dei pirati (Longanesi, 2009), sulla pirateria moderna. Le esperienze di viaggio per mare si coniugano con gli studi giuridici: all’Università degli Studi di Bari «Aldo Moro», Dipartimento jonico di Taranto, insegna Diritto della navigazione e dei trasporti, occupandosi di navi, porti, coste e tutela dell’ambiente. È tra i fondatori di Vedetta sul Mediterraneo, la prima associazione europea degli scrittori di mare, che ha sede nel porto di Giovinazzo (Bari).
A Gutenberg 15, anno 2017, si discute “Come è  profondo il mare”, Chiarelettere 2015.

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