Armando Gnisci

Nato a Martina Franca nel 1946, Gnisci è un critico letterario ed ex docente dell’Università La Sapienza di Roma. È considerato uno dei più importanti studiosi di Letteratura Comparata in Italia e in Europa. È uno dei più influenti studiosi della decolonizzazione e della transculturazione degli europei; quest’ultima attuata per arrivare a “pensare con il mondo”. Per Gnisci questa attuazione sulla civiltà europea del secolo XXI passa attraverso l’azione transculturale che unisce la complessità di tre forme civili tra loro mutuali e coevolutive: la ‘decolonizzazione’ della mente europea dall’essere colonizzatrice, la ‘creolizzazione’ delle nostre vite (Glissant e la civiltà caraibica), la ‘mondializzazione’ di ciò che resta dello spirito vitale e civile degli europei. Per Gnisci, la “letteratura del mondo” e il pensiero critico neo-umanista – come quello della civiltà caraibica e di quella latino-americana – insieme con la poetica eutopica dei migranti di tutto il mondo, che vengono in Europa con un progetto umanista naturale, per trovare migliori condizioni di vita e dignità, si incontrano in Europa oggi e possono educare a salvarci. Sono i migranti, infatti, a portare il fardello dell’uomo bianco per sé e per gli Europei nel secolo XXI. Insieme, l’immaginario mondiale delle finezza (cfr. Brodskij), il pensiero critico e la migrazione da tutti i mondi verso di noi, sono le guide opportune per la civiltà europea per mutare creativamente sé stessa agendo socialmente e transculturalmente insieme ai migranti e partecipando così alla nuova storia del mondo, che non è più quella europea.

Nel 2012 viene nominato membro ordinario dell’Accademia Europea con sede a Londra, che riunisce scienziati e umanisti europei e non.

A Gutenberg 2, 2004, si discute su “Letteratura di un mondo altro? Terra, uomini, storia, nella narrativa e poesia …”.

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